Tuesday, 29 May 2018

Italexit, la UE e gli italiani all'estero: il dibattito va aperto




Buongiorno a tutti!!

E’ da un po’ che non scrivevo sul mio blog, quindi prima di tutto scusatemi per l’assenza!
Principalmente non l’ho fatto per mancanza di tempo ma... siamo onesti, anche per mancanza di voglia! Mi sono anche voluta allontanare dall’ambiente internet dopo essermi laureata, tanto per capire dove la mia ‘carriera’ poteva andare... Procede lentamente ma sono contenta che proceda, al di là della negatività che avevo dovuto sorbirmi durante gli studi. E questi nuovi sviluppi sono principalmente riconducibili a due parole: Unione Europea. Perchè questa tanto bistrattata UE, accusata da tutte le parti delle cose più nefande, ha i suoi lati positivi... anzi, ne ha molti ma sono oscuri alla maggioranza delle popolazioni dei paesi in UE.

Vi sorprenderà sentirlo ma io sono sempre stata un’euroscettica. E lo sono rimasta almeno fino al 2016, quando la campagna pro o anti-Brexit ha cominciato ad essere diffusa in tutte le salse su TV, giornali o social media su territorio britannico. Mi sono direttamente convertita ad essere pro-UE dopo il referendum, forse anche dovuto al fatto che, da cittadina europea in GB, ho cominciato a ricevere attacchi personali (al supermercato locale!) o minacce di morte online. Da persona che mai ha subito attacchi xenofobici, è stato un risveglio alla realtà piuttosto brusco. Mi sono trovata dalla parte sbagliata. Ma niente poteva farmi immaginare che l’incubo era solo all’inizio.



La maggior parte degli italiani vive nella beata ignoranza che beneficiano di privilegi e diritti che pensano nessuno potrà mai togliere loro. 
Brexit ha cambiato tutto questo. 
Se non siete britannici che nel 1972 avevate 15 anni o lo stesso per italiani nel 1958, nessuno di voi si può ricordare com’era la vita prima della CEE. E qui cade l’asino, quello che nessuno spiega o dice agli italiani. Uscire dalla UE significa retrocedere a prima del 1958 per l’Italia. Nessuno esce dalla UE (o dall’Euro, come qualche populista vi vuol far credere!!) senza uscire dal mercato unico!! Di base, uscire dalla UE vi metterà sullo stesso piano del Marocco nei confronti dei nostri vicini di casa (= paesi ancora in UE). Perchè come dice Theresa May “Brexit means Brexit”, la Brexit significa Brexit. Se si esce da tutto, si esce da tutto.... Il problema maggiore da spiegare agli italiani è: cos’è ‘tutto’? Più o meno tutto quello che la stampa italiana preferisce omettere totalmente! Ma vediamo velocemente in dettaglio: 

1)      Il mercato interno comune europeo (ex CEE) è un mercato che cerca di garantire la libera circolazione di Merci / Capitali / Servizi / Lavoro. Questi 4 principi, da costituzione europea, sono irriscendibili, cioè non possono essere separati gli uni dagli altri. Si esce da uno si esce dal resto! Islanda, Norvegia, Svizzera e Liechtenstein (gruppo EEA) non sono in UE ma devono adeguarsi a questi 4 principi ugualmente.  

2)      Uscire dalla libera circolazione delle merci vorrà dire più controlli alle frontiere, poichè l’Italia diverrà un paese extracomunitario. Dimenticatevi di passare da Ventimiglia, sotto al Monte Bianco o al San Gottardo senza fare file chilometriche. D’altronde, con Italexit è quello che scegliete, non vi lamentate dopo! Calais e Dover hanno già le mani nei capelli, senza contare gli aumenti tariffari al prossimo punto. 

3)      Aumenti tariffari. Tutti stanno a parlare di ritorno a tariffe WTO (World Trade Organization) e molti neppure sanno che cosa vuol dire. Solo 2 paesi al mondo sono su tariffe WTO e sono due paesi del terzo mondo. Auguri... Questo è uno dei motivi per cui il parlamento britannico è impallato al momento, poichè uscire dal mercato comune ed andare su tariffe WTO ucciderebbe il mercato manifatturiero interno. E stiamo parlando del Regno Unito. Per l’Italia sarebbe la morte automatica dell’economia. Ci vogliono anni per rinegoziare trattati commerciali, non vi fate imbrogliare dai populisti. A meno che non godiate all’idea di andare avanti a pane e acqua (quest’ultima, solo se vi potete permettere di pagare la bolletta!).

4)      Per i capitali, lascio agli esperti della finanza. Per i servizi... he he, tutte le agenzie europee che avevano sede in GB si stanno muovendo a Dublino o Francoforte. Vero, l’Italia ne ha poche. Ma posti di lavoro verranno persi a migliaia, perchè sicuramente ci sono sedi in Italia delle rispettive agenzie. Ma lascio agli esperti del campo espandere sul tema. 

5)      Paura di investire finanziariamente in un paese senza direzione. Questo è un risultato del referendum sulla Brexit che tutti omettono. Nessuno pensava che succedesse ma è quello che sta provocando più danni. I mancati finanziamenti previsti su territorio GB si contano nell’ordine dei miliardi (vedi report sul Times: https://www.thetimes.co.uk/article/brexit-wiped-out-7-7bn-of-business-investment-says-bank-of-england-9h56fgpjs ). Nella mia sola zona siamo già a circa 6000 posti di lavoro persi su una popolazione intera di 100 mila persone (incluso bambini e pensionati però!). Per quanto riguarda le felici statistiche sulla nostra disoccupazione interna, ai populisti piace omettere che il milione e 500 mila di lavoratori sui zero hour contracts (contratti a zero ore) sono inclusi nelle statistiche. Nessuno vi dice che tali contratti significano che se non lavori per intere settimane, non vieni pagato: non prendi una sterlina in tasca ma risulti occupato! 

6)      Per la circolazione dei lavoratori: qui cade l’asino più grosso e pericoloso. Usufruire della Freedom of Movement (Libertà di Movimento), significa permettersi di emigrare senza dover aspettare mesi per un rilascio di un visto che può esservi benissimo rifiutato. Anzi, SPESSO i visti vengono rifiutati. Se poi siete over 31, siete fuori da tutti i visti come quelli vacanza lavoro di Australia, Canada e Nuova Zelanda.  Emigrare in UE, nell’ultimo ventennio, per molti giovani (e non più giovani) italiani ha rappresentato una via di uscita dalla terribile situazione italiana. E’ veramente deprimente capire che molti non si rendono conto che votare per Italexit sarebbe come votare per la propria illegalità. Noi europei in GB siamo 3 milioni e 200 mila. Tranne 30 mila che avevano i requisiti e hanno potuto permettersi il passaporto britannico (al modico costo di 1500 sterline!), tutti gli altri sono ‘provvisoriamente accettati’ fino all’entrata in vigore del ‘settled status’. Non è scritto da nessuna parte che ci verrà dato. Se ci viene rifiutato, saremo trattati come extracomunitari ed espulsi (nota: il Regno Unito, al contrario dell’Italia, non riconosce il diritto alla famiglia; avere figlio o partner britannico non dà diritto alla residenza). 

Sul punto 6 sarò più chiara in un successivo articolo. Comunque, sia chiaro: se votate o supportate Italexit da italiani all’estero, potreste votare per la vostra deportazione. Che dirvi? Non vi lamentate dopo se qualcuno vi dirà “Ve l’avevo detto!”.
Piangere sul latte versato non ha mai cambiato nessuna situazione.


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