Thursday, 18 January 2018

E il dilemma continua... Ma i soldi? Espatrio e false aspettative



N.B.: Se siete suscettibili a parolacce, non proseguite la lettura….


Da quando ho letto l'articolo di Roberta http://asaperloprima.altervista.org/tutti-dare-consigli-soldi/, ho improvvisamente cominciato a vedere le storie di espatrio dall’Italia, e verso l’Italia, con una prospettiva nuova. Mi si sono aperti gli occhi… Forse questa fase di analisi comincia ad emergere dopo anni che siamo in un paese straniero e il famoso prosciutto sugli occhi vorremmo tutti che fosse San Daniele così ce lo potremmo almeno mangiare…. Oppure è il fatto che la domanda principale del post viene spesso scansata da tutti i bloggers che si occupano di espatrio o viaggi.
E la stessa domanda adesso mi sorge spontanea quando leggo storie di espatrio: Ma i soldi? 

Perchè la gente descrive le proprie esperienze di migrante senza mai puntualizzare dove trovano le finanze per fare scelte di quel tipo? Un esempio: in tempi recenti, spesso sono stata attaccata da altre italiane o italiani in GB che mi sto inutilmente preoccupando, che Brexit in fondo sarà ok per tutti (tornerò su questo punto dopo), che sono negativa e invece loro sono ottimiste/i sul futuro, e altre amenità che non sto a menzionare.

Ora… un vecchio detto toscano ‘della nonna’ chiarisce la cosa:
Coi quattrini si fanno ballare anch’ i’ burattini


Perchè invece di attaccare inutilmente altri/e, senza essere in possesso di nozioni basilari come la loro situazione finanziaria, non si mettono le carte in tavola? Se qualcuno mi dice “Io non mi preoccupo, mio marito guadagna 100mila sterline l’anno, io ho il mio gruppo di fare la maglia e i miei tre figli sono a una scuola privata e nemmeno sanno pronunciare xenofobia” lo trovo senz’altro più onesto che sentirmi dire “ma non ti preoccupare, io non mi preoccupo e mai sono stata attaccata da britannici, qui va tutto bene, tu sei troppo negativa!”.
Mio marito non guadagna 100mila sterline l’anno (nemmeno 1/3 di ciò e già é il triplo di quello che guadagnerebbe in Italia), io non lavoro e sono totalmente a carico suo perchè la xenophobia qui porta via e noi europei non ci assumono/cagano se non siamo indispensabili (di archeologhi ne hanno a montagne…), e dal Giugno 2016 il costo della vita é aumentato di un bel 15-20% in 18 mesi e si fa fatica ad andare avanti (prima si risparmiava!).

E no, mi spiace… Non intervenite raccontando ca**ate sul tornare in Italia, due persone (e due gatti) senza lavoro, io over 45 e mio marito anche se più giovane ma senza una parola di italiano… Scusate ma… ci prendete per il culo quando vi si forma la domanda nel cervello? Perchè non è spiegabile in altro modo. Come addirittura pensate che pure possiamo trovare lavoro? Chi muore prima di fame, noi o i gatti? Tipo roulette russa…
Questo senza neppure andando ad intaccare alcune cose più personali (Dio mi scampi e liberi che tornerò mai a vivere a meno di 100 km dalla mia famiglia!) oppure cose più pratiche del trasferimento, come il fatto che la casa dove viviamo ha un mutuo sopra che durerà ancora per 21 anni e quindi la vendita ci lascerebbe quasi con una minus valenza al momento!

Quando si racconta storie dell’espatrio, senza cadere in toni melo-drammatici, noi emigranti bisognerebbe iniziare tutti a parlare dell’aspetto finanziario e di ciò che comporta trasferirsi e rimontare la propria vita in un altro paese. Stare in una camera 2 mt x 2 mt con altre 7 persone in un appartamento a Londra può essere fattibile a 20 anni, dopo si hanno altre esigenze e la condivisione può essere sopportata solo per poco tempo; se si ha poi famiglia, quella non è neppure un’opzione. Questo vale anche per chi torna in Italia, dato che le ultime due persone che conosco e che sono rientrate in Italia lo hanno fatto trovando un alloggio sicuro dall’inizio e senza spese (hai detto poco, sti benedetti genitori, eh?).

In quanto alla situazione in GB, io trovo assolutamente folle che ci sia gente italiana che si vuole ancora trasferire qui solo perchè c’è lavoro… Ora poi che pubblicano disegnini sui giornali con gli europei decapitati intorno a Theresa May, è proprio un bel clima rilassante e adatto a un’esperienza all’estero, non trovate? 😅😅





E per il resto? Volete vivere la vostra vita in una bolla, senza amicizie nuove (se beccate qualche Brexiteer, mi viene da ridere)? Non cambierete mai lavoro? Chi vi dice che il settled status lo otterrete? E se invece rimanete fuori? (vedi post sotto)



Da notare bene: il settled status (contrariamente alla PR card) non è una legge europea, ma sarà sotto il sistema immigrazione britannico dell’Home Office e supervisionato per 8 anni dalla corte europea (a cui potrete accedere solo se avete soldi da buttare via… e ma questi soldi!).
E io scommetto quello che volete che se poi vi capita di avere il settled status rifiutato e non abbandonate la GB, vi verr
à successivamente recapitato a casa una carinissima lettera di deportazione per scacciarvi dal paese e dopo che la riceverete…. surprise, non sarete più accettati per nessun visto da nessun’altra parte (legalmente; illegalmente sono cazzi vostri!), perchè è così che funziona ovunque per emigrare!

Essere un immigrante è una cosa seria, e anche parlarne dovrebbe essere trattato in modo serio e informativo. Lasciate i manuali e le prediche ‘fai-da-te’ ai backpackers….
Io intanto mi pappo il San Daniele, poi fate voi…
😉


Merlin 








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